23 luglio 2017 : XVI domenica del tempo ordinario

lug 22 2017

XVI Domenica del Tempo Ordinario

Domenica 23 luglio 2017

Lasciate che l’uno e l’altra crescano insieme (Mt 13,24-30).

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola: “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”.
L’idea che Gesù vuole comunicare ai suoi discepoli è che non devono pensare di vivere né in una comunità perfetta né al di fuori del mondo con tutte le sue contraddizioni e storture. L’immagine della zizzania invece è stata usata molto spesso nella storia cristiana in espressioni del tipo: è necessario estirpare la zizzania per salvare la chiesa, contravvenendo in tal modo all’insegnamento di Gesù. La motivazione per cui il padrone della parabola lascia crescere insieme il buon seme e la zizzania è fondata sulla preoccupazione di estirpare il buon seme. Tradotto nella sfera umana si potrebbe dire: chi sa giudicare se una persona, una scelta, un movimento che si distanziano da ciò che si è sempre fatto sono da considerarsi in errore? Molte persone perseguitate in certi periodi della storia poi sono state acclamate come profeti. Basti pensare  a un don Milani. E’ solo alla fine che si può giudicare la storia. Molti che in un determinato periodo storico erano impegnati a estirpare ciò che ritenevano zizzania sono risultati essere col senno di poi essi stessi la zizzania che ha deturpato il volto della chiesa e sono stati consegnati alla storia con lo stigma della non fedeltà al vangelo mentre altri estirpati a forza dalla chiesa sono diventati in seguito motivo di attrazione nei confronti della chiesa ma soprattutto del vangelo. Dove è presente realmente l’azione del maligno: nell’apparente fedeltà alla dottrina che va a spasso con una sfacciata ostentazione di ricchezza oppure nell’apparente forzatura dei dettami dottrinali spinti dall’ascolto delle sofferenze di tanti che si sentono respinti dalla comunità? Non ci possono essere risposte sbrigative ma l’invito all’indulgenza e alla pazienza non deve valere solo per alcune tipologie di atteggiamenti. Il luogo dove esercitare l’opera paziente dello sradicamento del male non può essere innanzitutto la società né la chiesa ma il cuore di ciascuno dove, anche se con la fatica del discernimento, si può avere una reale percezione di ciò che deve essere salvato e di ciò che assolutamente va eliminato per vivere meglio. Ogni altra pretesa, come direbbe Gesù, viene dal maligno.

Don Michele Tartaglia

Parroco Cattedrale Campobasso

URL breve: http://piazzadelvasto.it/?p=68422

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