3 settembre 2017: XXI domenica del tempo ordinario

set 2 2017

XXI Domenica del Tempo Ordinario

Domenica 3 settembre 2017

Non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini (Mt 16,21-27).

In quel tempo,  Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.vangelo

Il vangelo di oggi è l’altra faccia di quello di domenica scorsa che culmina con il mandato a Pietro per continuare l’opera di Gesù. La risposta alla descrizione che Gesù fa di ciò che gli aspetta però fa capire il senso che Pietro aveva dato alla sua dichiarazione: Tu sei il figlio di Dio. Ovviamente Pietro non può accettare in anticipo un esito che sarà compreso solo con la risurrezione. L’evangelista lo ha raccontato non per far vedere l’ottusità presunta di Pietro, ma per mettere in guardia i suoi lettori riguardo a ciò che si aspettano dalla fede in Gesù. In altre parole, chi stanno seguendo: un semidio che ha ingannato la morte e quindi può insegnare il segreto per l’elisir di lunga vita oppure il Signore crocifisso, che ha vinto la morte perché ha dato la sua vita? La reazione di Pietro incarna un certo tipo di religiosità furba che cerca da Dio il modo per continuare a vivere la propria vita, con tutte le stravaganze che ciascuno di noi ci mette, mentre Gesù chiama a seguirlo su sentieri sconosciuti, adottando il punto di vista di Dio che non calcola ciò che gli conviene di più (gli dei pagani erano l’ottima proiezione degli istinti capricciosi dell’uomo) ma giudica tutto a partire dall’amore che prova per chi lo tradisce e gli volta le spalle. E’ il Dio d’Israele che cammina nonostante tutto accanto a un popolo infedele, trattato come figlio ribelle ma amato da un Padre che è disposto a perdere la propria faccia pur di conservare un rapporto con il figlio. I pensieri di Dio non sono i nostri pensieri, dice il profeta Isaia; questa è la regola che deve osservare chi vuole seguire Gesù, ben sapendo che il destino del mondo non è deciso all’altezza della nostra testa capricciosa, ma ben più in alto dove lo sguardo di Dio coglie ciò che nella nostra miopia non potremmo mai comprendere.

Don Michele Tartaglia

Parroco Cattedrale Campobasso

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