Giovani sottopagati, dirigenti adulti e la cultura che manca

ago 12 2017

di ANNAPAOLA SABATINI*

Il record europeo negativo in tema di NEET e la marcata assenza di equità intergenerazionale in Italia – rilevati dall’indagine annuale della Commissione Europea sull’occupazione e gli sviluppi sociali nell’Unione – sono l’effetto di un problema che nel nostro Paese e’ prima di tutto e strutturalmente culturale”. Così Anna Paola Sabatini, Direttore Ufficio Scolastico Regionale per il Molise e Docente Educazione degli adulti Università Lumsa.  avvenire_sabatini“Il contesto è quello di un quadro europeo che registra tendenze generalmente positive sia nel mercato del lavoro che in ambito sociale oltreché una crescita economica costante e, al contempo, una situazione di svantaggio a carico delle giovani generazioni con una fortissima accentuazione proprio nel nostro Paese che è unico insieme alla Spagna per la scarsa qualità e la conseguente bassa retribuzione delle posizioni occupate dai più giovani”. “Di fronte ad uno scenario di questo tipo, che denota una distribuzione di risorse e opportunità distribuite in maniera fortemente diseguale tra le varie fasce di età della popolazione, la risposta e la matrice non può essere individuata solo nella crisi o piuttosto nella inadeguatezza di politiche attive del lavoro e di misure specificamente destinate all’occupabilità dei più giovani”. “La criticità strutturale nel nostro Paese va individuato nella dimensione culturale che in maniera preoccupante accomuna in una posizione da difendere una porzione elevatissima che quasi esaurisce tutta la classe dirigente italiana”, sottolinea Sabatini. “Una classe dirigente composta prevalentemente da uomini e con l’età media più elevata tra tutti i paesi europei che blocca e condiziona di fatto quel ricambio generazionale che potrebbe essere strategico”. “L’Italia rimane il Paese dove ad occupare la scena nella formazione della classe dirigente rimangono, invece, criteri di valutazione ‘cristallizzati’ che penalizzano coraggio, capacità di agire, di essere innovativi creativi e soprattutto di intervenire sulle situazioni strategiche senza avere paura di un cambiamento che non sia fine a se stesso. Questo è il punto di partenza.

* Dirigente Ufficio scolastico regionale Molise – Docente alla Luiss

articolo pubblicato su Avvenire

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