1 ottobre 2017: XXVI tempo ordinario

set 30 2017

XXVI Domenica del Tempo Ordinario

Domenica 1 ottobre 2017
Chi compie la volontà del Padre? (Mt 21,28-32).vangelo1
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: «Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna». Ed egli rispose: «Non ne ho voglia». Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: «Sì, signore». Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Questa parabola fa da ponte tra due passi importanti del vangelo di Matteo, due insegnamenti che si trovano all’inizio e alla fine della sua vita pubblica. E’ da notare, infatti, che il figlio che dice no al padre ma poi va a lavorare non lo chiama “signore” a differenza dell’altro che, pur chiamandolo signore e dicendo di andare a lavorare, non ci va. Alla fine del discorso della montagna Gesù dice: non chi dice “signore, signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del padre mio che è nei cieli. Le vergini stolte, alla fine dei discorsi di Gesù, bussando dicono: signore, signore, aprici, ma vengono lasciate fuori. Tutto l’insegnamento di Gesù in Matteo sottolinea che la concretezza dei gesti, della vita e non la vacuità delle parole determina chi è in sintonia con la volontà di Dio. Anche all’inizio del suo insegnamento Gesù non dice: sentano le vostre belle parole, ma: vedano le vostre opere e rendano gloria al Padre. Qui sta il cuore del discepolato: non il desiderio evanescente di diventare perfetti, ma la concretezza dei piccoli gesti che ci fanno avanzare verso il miglioramento di noi stessi. La contrapposizione netta tra le prostitute e i pubblicani che hanno compiuto un passo concreto andando da Giovanni per iniziare un cammino di conversione e i capi del popolo e i sacerdoti che conoscono benissimo la Scrittura perché la studiano e si mostrano pomposamente saccenti perché la citano a memoria, è un richiamo anche per noi oggi, che possiamo leggere la bibbia quanto vogliamo ma se poi nella nostra vita non rifuggiamo l’ipocrisia e l’affettata e ostentata spiritualità servendo concretamente Dio nel nascondimento, incappiamo nel giudizio severo di Gesù che non vuole chiacchiere e riti sontuosi, ma semplicemente fatti.

Don Michele Tartaglia

Parroco Cattedrale Campobasso

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