7 gennaio 2018: battesimo di Gesù

gen 5 2018

Battesimo di Gesù

Domenica 7 gennaio 2018

Venne Gesù e fu battezzato da Giovanni (Mc 1,7-11).

 

In quel tempo, Giovanni  proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

 

Il vescovo Casaldaliga scriveva in una sua poesia che Gesù, se nel grembo di Maria si è fatto uomo, nella bottega di Giuseppe il falegname si è fatto classe, usando la terminologia di Marx. Allo stesso modo, si può dire che nel Giordano Gesù si è fatto popolo, ha manifestato quella solidarietà con l’umanità e le sue debolezze e contraddizioni che avrebbe poi caratterizzato tutta la sua vita pubblica, durante la quale gli fu rinfacciato di farsela con i peccatori e di essere un mangione e un beone. Non ha avuto problema a toccare i lebbrosi e a frequentare chi era bollato di impurità nei confronti della Legge, tanto da passare spesso lui stesso come trasgressore della Legge di Mosè e quindi della volontà di Dio. Il picco è stato raggiunto con la sua morte, già di per sé infame, e per di più condivisa con due malfattori. L’incarnazione ha raggiunto il suo acme proprio al Giordano, quando Gesù si è messo in fila con chi chiedeva a Giovanni il perdono dei peccati, perché Lui, che è senza peccato, fosse solidale con chi è nel peccato, spesso non per piena responsabilità ma perché condizionato dalla propria storia, dall’ambiente, dagli incontri sbagliati. Anziché voltare la faccia da un’altra parte e scansarsi schifato, si è immerso proprio nel mezzo di quella folla disperata e già condannata dai gestori del sacro. E’ lì, nell’immersione nell’umanità difettosa, che ha scoperto la sua vocazione: mostrare il volto d’amore di un Dio che ama senza riserve. Il Padre ha tenuto nascosto il suo amore fino a quando non ha visto il Figlio che ha deciso di amare senza giudicare, spinto da quella forza d’amore che il vangelo chiama Spirito.

Don Michele Tartaglia

Parroco Cattedrale Campobasso

 

 

URL breve: http://piazzadelvasto.it/?p=70583

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