20 maggio 2018: Pentecoste

mag 19 2018

Pentecoste

Domenica 20 maggio 2018

Lo Spirito vi guiderà a tutta la verità (Gv 15,26-27; 16,12-15).pentecoste

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

 

Il compito dello Spirito nella vita del credente non è quello di suggerire nuove rivelazioni da parte di Dio, ma è quello di rendere efficace e vivo il ricordo di quanto Gesù ha fatto e ha detto. Noi abbiamo la bibbia e, in particolare, il Nuovo Testamento, dove alcuni credenti hanno messo per iscritto ciò che ricordavano di Gesù e la loro esperienza di fede, diventata riferimento per ogni futura esperienza di fede. Ma sono testi antichi che ognuno può leggere e studiare anche con grande competenza storica, senza necessariamente essere credente. Tanti studiosi contemporanei, infatti, dichiaratamente non credenti, producono studi eccellenti sulla bibbia. Ma è lo Spirito che rende quelle parole belle ma appartenenti al passato fonte per la vita del credente di oggi. Senza lo Spirito possiamo conoscere il vangelo a memoria ma non sapere che farcene. E’ anche l’esperienza di tanti ragazzi e giovani che seguono la catechesi in vista di sacramenti che per lo più sono occasione per far festa, ma senza vivere in un contesto in cui la fede è realmente testimoniata da persone animate dallo Spirito: non vedono l’ora che la tortura finisca perché non riescono a comprendere il senso di tante parole belle e solenni ma lontane dalla loro interiorità. Anche molti adulti continuano a usare i segni della fede (i sacramenti) ma come strumento per vivere una propria religiosità in cui la presenza del Gesù del vangelo è assolutamente insignificante. Cosa ancora più grave quando chi annuncia il vangelo per compito ecclesiale lo fa semplicemente come mestiere, senza neppure credere a quello che annuncia o, peggio, sostituisce la Parola con le proprie convinzioni spirituali o religiose, spesso infarcite di messaggi di rivelazioni private o di costruzioni religiose in cui sull’amore di Dio prevale la paura del demonio. La Parola senza lo Spirito è lettera morta ma anche lo Spirito senza il continuo riferimento al messaggio centrale del vangelo è pura illusione. Tra Gesù uomo come ce lo hanno tramandato i primi testimoni nel Nuovo Testamento e lo Spirito non c’è un legame qualsiasi ma una relazione strettissima senza la quale ogni discorso autenticamente cristiano viene a cadere.

Don Michele Tartaglia

Parroco Cattedrale Campobasso

 

URL breve: http://piazzadelvasto.it/?p=71662

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